
Massimo Amfiteatrof (Maksim Aleksandrovič Amfiteatrov) nasce il 27 febbraio 1907 a Parigi da Aleksandr Valentinovič Amfiteatrof, giornalista e scrittore, e Ilarija Vladimirovna, attrice e cantante. Trascorre l'infanzia a Pietroburgo fino allo scoppio della Rivoluzione d'Ottobre, nel 1917, quando la famiglia lascia la Russia emigrando in Italia, prima a Cavi di Lavagna (Ge), quindi a Levanto.
Il giovanissimo Amfiteatrof e i fratelli, Roman (che, come Massimo, intraprenderà la carriera di musicista) e Danil, (che diverrà un noto compositore) trascorrono l'adolescenza in un ambiente culturalmente vivace e ricco di stimoli: la casa paterna diventa infatti in breve tempo un punto di riferimento per artisti e intellettuali russi esuli in Italia in quel periodo. Probabilmente incoraggiato da un simile contesto, Massimo Amfiteatrof decide di intraprendere studi musicali e si trasferisce a Milano, dove si dedica allo studio del violoncello seguito dal Maestro Gilberto Crepax diplomandosi presso il Conservatorio Giuseppe Verdi.
Nel 1924 il Maestro Arturo Toscanini chiama Amfiteatrof, appena diciassettenne, a ricoprire il ruolo di primo violoncello solista al Teatro alla Scala. Negli anni seguenti entra, con lo stesso ruolo, nelle orchestre dell'Eiar (ente pubblico titolare delle trasmissioni radiofoniche in epoca fascista) di Torino e della Rai di Roma.
Contemporaneamente, Amfiteatrof, che sarà battezzato dalla critica internazionale "il Caruso dei violoncellisti", intraprende la carriera solistica: nel 1942 da vita a un duo insieme con la pianista e compagna di vita Ornella Puliti Santoliquido, cui si unirà successivamente, in trio, anche il grande violinista Arrigo Pelliccia. Negli anni seguenti Massimo Amfiteatrof si esibirà in duo anche con la pianista Marisa Candeloro.
L'artista si dedicherà anche all'insegnamento, sia a Roma presso il Conservatorio Santa Cecilia, sia presso l'Accademia musicale di Firenze e il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Diverrà inoltre membro delle accademie nazionali di Santa Cecilia di Roma e dell'accademia Luigi Cherubini di Bologna.
Le sue principali incisioni, e in particolare quelle in cui si esibisce con il quartetto I Virtuosi di Roma sono pubblicate dalla casa discografica Decca Records (ricordiamo il Concerto n° 3 in fa maggiore per archi di Alessandro Scarlatti, nel 1951; il Concerto in mi maggiore per violino e archi di Giuseppe Tartini, nel 1952; il Concerto in sol maggiore per violoncello, clavicembalo e archi di Antonio Vivaldi e la Sonata in sol minore, opera 2 per archi di Tomaso Albinoni nel 1953)
Negli anni Settanta l'artista da prova di grande versatilità collaborando alla realizzazione dell'album Non al denaro, non all'amore né al cielo del cantautore genovese Fabrizio de André, ispirato all'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, intervenendo in particolare nei brani Un Blasfemo e Un Ottico, che spicca per la costruzione complessa e le sonorità a tratti psichedeliche.
Il musicista muore a Levanto il 9 dicembre 1990.