27 luglio | Chiesa S. Andrea

 

Orchestra di Padova e
del Veneto

Solista Stefano Guarino,violoncello
Giorgio Mezzanotte,direttore

A. Schönberg:
Verklärte Nacht op.4, da un poema di R. Dehmel (versione per archi, 1943)

P.I.Tchaikovskij:
Variazioni Rococò per violoncello e orchestra (1877)

W.A.Mozart:
Sinfonia in sol minore n.40 KV 550
Molto Allegro - Andante - Menuetto, Allegretto, e Trio - Allegro assai

Arnold Schönberg (1874/1951) scrive "Verklärte Nacht" (Notte trasfigurata) nel 1899 per sestetto d'archi, quindi concependo la composizione come opera cameristica. In seguito, nel 1917 e nel 1943, propone due trascrizioni per orchestra d'archi, non riuscendo in realtà a superare la versione cameristica in immediatezza e suggestione. Va ricordato che la composizione appartiene ancora al periodo tonale dell'autore, quindi la sua comparsa non suscitò particolare scalpore. Ispirato a un poema di Dehmel, secondo lo stesso Schönberg , Verklärte Nacht è una sorta di musica a programma, nel tentativo di rappresentare dei sentimenti umani. Alcuni elementi armonici ambigui e una conseguente instabilità tonale prefigurano e annunciano le idee innovative che avrebbero in seguito reso Schönberg un riferimento nella musica del '900 europeo.

Le "Variazioni Rococo per violoncello e orchestra" di Tchaikovskij (1840/1893) hanno avuto una storia travagliata. Composte nel 1877, sono un chiaro omaggio dell'autore alla musica del XVIII secolo. Il primo destinatario ed esecutore, il celebre violoncellista Fitzenhagen, ne modificò arbitrariamente la scrittura, apportando modifiche all'ordine delle variazioni e anche ad alcuni particolari stilistici. Paradossalmente la prima edizione dell'editore Jurgenson considerò valida questa versione, e si dovettero attendere gli anni dell'URSS quando la realizzazione dell'opera critica completa della produzione di Tchaikovskij certificò la versione originale. Ancora oggi tuttavia l'esecuzione in pubblico tiene conto a volte di una versione, a volte dell'altra. In ogni caso in entrambe le versioni emerge l'intento di esaltare l'abilità virtuosistica e tecnica dell'esecutore.

Occorrerebbe molto più spazio per affrontare in maniera esauriente il capolavoro mozartiano che è la Sinfonia in sol minore KV 550. Composta nel 1788, coincide con anni difficili per l'autore, non certo ancora consapevole della fine prematura che l'attendeva nel '91 ma in vistoso calo di popolarità presso il pubblico viennese che non riusciva più ad apprezzare la sua musica, che aveva superato in accelerazione nella sua evoluzione i tempi necessari a una corretta comprensione. Non è ancora certo che sia stata eseguita Mozart vivente, e questo rende ancora più drammaticamente paradossale il destino dell'autore. È una delle sinfonie mozartiane più conosciute di Mozart e in assoluto uno dei brani più popolari della storia della musica. La leggerezza malinconica del primo movimento, pervaso da una pulsazione irrequieta precede un andante altrettanto malinconico e pensieroso. A un minuetto in ossequio alla tradizione settecentesca, una sorta di sguardo all'indietro verso la musica che l'aveva preceduto, fa seguito un travolgente finale che non riesce però a concludere positivamente la sinfonia, lasciando al contrario una sensazione di irrisolta inquietudine.