15 agosto | Chiesanuova

 

Duo Navarra

Annebeth Webb e Joanna Westers, violini

J.M. Leclair:
Sonate V a deux violins Allegro ma poco - Gavotte ,Andante grazioso - Presto

S. Prokofiev:
Sonate pour deux violons, op. 56 Andante cantabile - Allegro - Commodo (quasi Allegretto) - Allegro con brio

H. Halvorsen:
"Konsertcaprice over norske melodier" per 2 violini

Nel panorama delle formazioni cameristiche, l'accostamento di strumenti ad arco si associa inevitabilmente con il quartetto o con piccoli ensemble di una dozzina di elementi utilizzati per il repertorio barocco. Senza dubbio l'uso di due violini, senza altri strumenti, è più raro, ma non per questo privo di fascino e di potenzialità espressive. La particolarità del timbro del violino e la sua cantabilità può efficacemente venire esaltata anche in composizioni dove si creino dei dialoghi fra due strumenti morfologicamente uguali ma, come accade per la voce umana, dotati ognuno di un proprio timbro specifico, che ovviamente deve essere evidenziato dall'abilità dell'esecutore. Jean Marie Leclair (1697-1764), è considerato il fondatore della scuola violinistica francese. Grande esecutore, ma anche raffinato ballerino, conobbe la fama in tutta Europa non solo per le composizioni violinistiche ma anche per la sua unica opera, Scilla e Glauco, rappresentata con successo a Parigi. Lo stesso Leclair suonava in duo con l'altrettanto celebre violinista italiano Pietro Locatelli, riscuotendo un tale successo di pubblico che la definizione coniata per il duo era che Leclair suonava come un angelo e Locatelli come un diavolo, alimentando quindi una leggenda che rasentava il soprannaturale. Duecento anni separano la composizione delle sonate a due violini di Leclair con la sonata per due violini di Prokofiev (1891-1953). Composta nel 1932 da una autonoma ispirazione dell'autore e senza nessuna commissione, è sostanzialmente una composizione che nella sua ripartizione in quattro tempi si ispira alla tradizione classica delle sonate a tre. Il linguaggio è ovviamente quello tipico dell'autore, uno dei più importanti esponenti della musica del '900, ma in base a una sua precisa scelta, la ricchezza e articolazione delle idee è tale che l'ascoltatore non può trovare motivi di noia o monotonia, anticipando le atmosfere del secondo concerto per violino che vedrà la luce nel 1935. Nei quattro movimenti nei quali è suddivisa, si alternano idee musicali liriche ma anche con forte connotazione ritmica, elemento tipico di tutta la produzione dell'autore, non tralasciando spunti musicali della tradizionale popolare russa. Conclude il programma di un autore sicuramente poco frequentato nelle nostre sale da concerto: Johann Halvorsen (1864-1935). Norvegese, violinista di spicco ma anche direttore d'orchestra, ha lasciato una significativa produzione musicale fra musiche di scena, sinfonie, musica da camera per vari organici nei quali ovviamente il violino è sempre presente. Il brano eseguito in concerto testimonia l'interesse e il desiderio di valorizzazione della tradizione popolare norvegese. Composto alla fine del secolo XIX, ebbe un immediato successo di pubblico e di critica.