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Moni OvadiaCanti dell'esilio del popolo ebraicoLee Colbert, voce |
Il clarinetto e l'organetto diatonico (inteso come una delle tante varianti di strumento a mantice e ance) sono due strumenti che si trovano abbinati in paesi e tradizioni spesso lontane geograficamente, ma vicine e affini culturalmente. Sono inoltre fondamentali del repertorio di festa, nei balli, nei canti rituali, nelle occasioni sacre o profane in cui il popolo si riunisce e condivide un rito. L'essenza del rito è nella voce.
L'incontro tra Lee Colbert e il duo Rocca-Benigni è una naturale evoluzione del percorso artistico dei tre musicisti. La curiosità musicale e la versatilità dell'organico strumentale valorizza i differenti linguaggi vocali che fanno parte della cultura e della formazione culturale e musicale "nomade" di Lee Colbert. Un percorso che attraversa la musica popolare italiana, il canzoniere ebraico e il tango cancion argentino.
Lee Colbert è nata a New York e cresciuta a Buenos Aires, dove ha studiato pianoforte, canto e composizione. Si è laureata in composizione e arrangiamento Jazz al Berklee College of Music di Boston e in seguito si è perfezionata in canto con il maestro Walter Blazer (New York). E' stata docente della Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma dal 1983 al 1999. Nella sua carriera ha toccato tanti stili musicali, dalla musica contemporanea al Jazz, dalla cameristica alla musica popolare, dal tango argentino al repertorio Yiddish, dalla chanson francese a Kurt Weill, realizzando innumerevoli concerti in tutta Italia.
Moni Ovadia Nasce a Plovdiv, in Bulgaria, nel 1946. Studia a Milano dove si laurea in scienze politiche e incomincia la sua attività artistica come cantante e musicista nel gruppo dell'almanacco popolare. Nel 1972 fonda e dirige il gruppo folk internazionale che, nel 1975, si trasforma nell'Ensemble Havadi. Il lavoro teatrale inizia nel 1984 quando, con il Teatro Franco Parenti, crea, in collaborazione con Mara Cantoni, lo spettacolo "Dalla sabbia - Dal tempo" in occasione del festival di cultura ebraica nel 1987. È questa per Moni Ovadia l'occasione di fondere le proprie esperienze di attore e di musicista, dando vita alla proposta di un teatro musicale lungo il quale ancora oggi opera la sua ricerca espressiva. Nel '90 crea la Theater Orchestra e inizia a lavorare stabilmente con il Cri Artificio di Milano che produce lo spettacolo "Golem". A questo seguono numerosi altri spettacoli, grazie ai quali Ovadia si impone progressivamente all'attenzione del grande pubblico. Ancora con Mara Cantoni, del 1995 è "Dybbuk", spettacolo sull'olocausto che viene accolto come uno degli eventi più importanti della stagione teatrale. Nello stesso anno, con Pamela Villoresi, che ne firma anche la regia, debutta con lo spettacolo "Taibele e il suo demone", in co-produzione con il piccolo teatro di Milano. Del febbraio '96 è "Ballata di fine millennio"; del '97, in collaborazione con il regista Roberto Andò, "Il caso Kafka". Premio speciale Ubu 1996 per la sperimentazione su teatro e musica, sempre nel 1996 pubblica per Bompiani "Perchè no?" che entra nelle classifiche dei libri più venduti. di prossima pubblicazione un testo per Einaudi.